Salvatore Bucculeri, tecnico di origini grottesi si sta godendo qualche giorno di vacanze in attesa di ripartire ala guida del Gel, società con cui ha vinto il torneo di Promozione. Una società di grande tradizione calcistica, che intende ritornare presto nelle categorie superiori. Tante le squadre che ha diretto con professionalità, e diversi i campionati vinti con merito. Va ricordato quello con il Ribera promosso in serie D, e con cui si è preso parecchie soddisfazioni come quella di battere il blasonato Arc Messina per 3 a 0. Arcigno e duro negli allenamenti, si fa stimare, ed i risultati alla fine parlando chiaro. Il presidente Tuccio ha scelto il tecnico ideale, e lui ha risposto vincendo.
– Totò come ti trovi a Gela?
“Mi trovo benissimo, un ambiente ideale che mi permette di lavorare tranquillamente. Tra l’altro, il Gela è una Società seria che non ti fa mancare nulla, e con questa crisi, ti assicuro, che non è affatto facile”.
– Quali sono le ambizioni della società?
“Per una città che ha fatto sempre calcio a certi livelli vorrebbe risalire, ma non è facile. Intanto, dobbiamo ancora incontrarci per programmare il futuro, cosa che sarà fatta, penso, in settimana”
– L’Akragas, quest’anno giocherà in Lega Pro. Che ricordi hai da giovane tecnico biancazzurro delle Giovanili.
“Ricordi bellissimi, indelebili. Come allenatore sono nato con l’Akragas, in un periodo particolarmente importante della vita. Sin da allora, il calcio rappresentava passione ma anche lavoro, ed ho creduto sempre in ciò che facevo, con l’obbiettivo di migliorarmi sempre più”.
-Raccontaci due episodi che hanno segnato i tuoi rapporti con l’Akragas.
“Il primo riguarda da avversario per diversi anni, con qualche episodio non certo bello. Ritornare da avversari è sempre brutto, specie con la società che ti ha lanciato. Il secondo riguarda proprio gli inizi della mia carriera. Venivo da Grotte e non avevo, ancora, il patentino, e mi colpì una frase dell’allora segretario Giuseppe Riccobono: ?se vuoi fare questo lavoro, devi fare sacrifici anche di notte?. In effetti, per conseguirlo, dovevo andare a Palermo per il corso, partendo alle 6 del mattino, per fare ritorno a casa alle 2 di notte”.













