Incredibile il Ribera si ritrova oggi con due titoli di calcio per partecipare sia al campionato di Promozione che a quello di serie D.
E’ stata allestita da qualche settimana una nuova squadra e una nuova società per la disputa del torneo di Promozione, ma c’è pure in palio il titolo della serie D, specie dopo che l’annunciata fusione tra il Ribera dell’ex presidente Ezio Ruvolo e l’Acireale del patron Salvatore Pelella, fusione che alla fine non c’è stata perché il «matrimonio» tra le due società è stato bocciato dal presidente nazionale della Figc Giancarlo Abate.
«Certo è duro rinunciare al campionato di serie D – ci dice il dirigente sportivo Ezio Ruvolo con cui il Ribera ha conosciuto i fasti dei campionati di Eccellenza e di serie D – quando una società ha già anticipato la somma di circa 50 mila euro. Pare che non vi siano società disponibili, soprattutto agrigentine, a disputare la serie D. Nel giro di 24 ore potrei rinunciare ad un titolo che avrebbe fatto felice fino a qualche tempo fa qualsiasi società di calcio».
Certo per un campionato di quarta serie ci vogliono i soldi, e tanti, e soprattutto una buona dirigenza e anche una valida struttura sportiva perché la federazione calcistica è molto pignola.
Alla società calcistica del Ribera, in serie D, è venuto a mancare non solo lo stadio «Nino Novara», ritenuto inadeguato per le misure e per la mancanza del green sul terreno di gioco, ma anche una certa tranquillità economica relativa alle spese del passato campionato.
Oggi si potrebbe dire, con iscrizioni pronte alla scadenza, che il titolo è ancora in palio, se interesserà a qualcuno.














