logo_seried_20112012_agoUna riforma importante quella della Lega Pro, non si comprende al momento, invece, quale posizione intende assumere la Lega Nazionale Dilettanti in merito alla Serie D. Anche nel massimo campionato dilettantistico ci sono oggettivamente troppo squadre ed anche qui assistiamo ogni anno allo stillicidio di squadre in crisi che spesso già a metà campionato sono costrette a schierare in campo la Juniores, falsando secondo molti lo stesso torneo, oppure, nei casi peggiori, ad abbandonare la competizione. In un campionato così dispendioso, si dovranno fare i conti col surplus di società che retrocederanno dalla Lega Pro. Saranno, come detto, ben 18 a fronte delle attuali nove. Ciò, concretamente, potrebbe portare ad acuire problemi già esistenti che ricadono tutti sulle società. Forse sarebbe stato corretto, come si suol dire, prendere la palla al balzo e riformare anche la Serie D. Basti pensare che se il fine principale della riforma di Lega Pro è quello di non assistere più all’agonia di società moribonde, ciò automaticamente si trasformerà, nel caso di successo della riforma, in un boomerang per la Serie D i cui play off, attualmente già molto discussi, diverrebbero quasi definitivamente inutili e soltanto un ulteriore esborso economico per le società partecipanti. Non sarebbe meglio, invece, studiare una formula che permetta gironi più snelli (magari a 16 squadre), quindi meno trasferte e campionati più corti, ed assegnare 7 promozioni dirette in Lega Pro e due attraverso la vittoria di Play Off e Coppa Italia.