
Il patron Alessi: «Spero di convincere entro sabato qualche amico a darci una mano»
Caso-Akragas! Sempre più ingarbugliata la situazione, con la società che, in tempi molto ristretti, dovrà pianificare il proprio cammino, in vista di un torneo impegnativo, come quello di serie D. A lanciare l’allarme è lo stesso presidente, Silvio Alessi, deluso dalla scarsa partecipazione degli imprenditori dello scorso lunedì, che in un primo tempo si erano mostrati disponibili, e che adesso, sembrano avere fatto un passo indietro. Solo in quattro si sono presentati all’appuntamento, e ciò ha fatto scattare l’allarme rosso. Attenzione, però, a capire le cose, perché non stiamo parlando di crisi economica perché non esiste, ma di un ridimensionamento generale delle risorse, che può ripercuotersi sul budget programmato.
«Sinceramente, si pensava che con il ritorno dell’Akragas che conta, molti amici che si erano mostrati interessati al progetto, avrebbero mantenuto la parola data in tempi non sospetti. Adesso, che siamo arrivati al dunque, l’attenzione è venuta meno».
– Cosa succederà adesso? «Non abbiamo voglia di mollare, ma mi attiverò personalmente nei confronti dei miei personali amici dell’imprenditoria. Se entro sabato, constaterò che, anche questo tentativo è andato a vuoto, continueremo la nostra strada per ciò che saremo in grado di fare».
– Tutto questo tiene in sospeso anche il discorso delle riconferme, compresa quella del tecnico Pino Rigoli.
«A lui abbiamo fatto una proposta, – continua Silvio Alessi -, evidenziando questo stato di cose, ed entro questa settimana attendiamo una risposta definitiva. Scuotere la sensibilità degli imprenditori locali è un’impresa ardua e difficile, e sinceramente pensavo che qualcosa si dovesse muovere in positivo, dopo la brillante promozione. Purtroppo devo ricredermi, ed a nulla sono valsi gli appelli. Certamente, influisce negativamente la situazione degenerativa dell’economia globale, ma nessuno chiede la luna, ma tanti piccoli contributi che andrebbero a comporre un capitale».
– Cosa ne pensano gli altri dirigenti?
«Sono tutti amareggiati come me, ma dentro abbiamo sempre una grande voglia di rivalsa e di reazione. In ogni caso, siamo disposti a continuare, ma non a svenarci, anche perché sarebbe un brutto rischio per le attività lavorative e le nostre famiglie. Abbiamo lanciato dei segnali importanti, azzerando tutte le cariche per stimolare l’ambiente, ma, al momento, non vedo risultati sperati. In ogni caso, entro questa settimana, dovremo avere le idee chiare».
Ed in tutto questo contesto, i tifosi sono quelli che stanno vivendo i momenti più cupi. Loro sono disposti a tutto, ma ad ogni cosa c’è un limite, ma la speranza è l’ultima a morire.














