
“Già da diverse partite abbiamo il problema del rientro dal terzo quarto. Non so cosa possa provocare ciò, ma dobbiamo trovare una soluzione”. A parlare è Alfredo Moruzzi, numero 9 della Fortitudo Moncada Agrigento, intervenuto nella conferenza stampa a margine della partita contro la Us Basket Recanati, vinta al PalaMoncada dai biancazzurri con il punteggio di 65 a 56. “Magari entriamo un po’ deconcentrati e ‘molli’. Gli avversari – ha continuato Moruzzi – ovviamente ne approfittano e ci prendono. Così le partite diventano due. Oggi si è comunque vista una squadra compatta, soprattuto a livello difensivo. Alla fine dell’ultimo quarto – ha concluso l’atleta rispondendo ai giornalisti – siamo riusciti a reagire alla brutta prestazione del terzo”.
“Nel primo quarto abbiamo tirato fuori forse la nostra migliore versione offensiva, con grandi percentuali frutto anche della circolazione della palla e dei tiri ‘facili’. L’ultimo quarto, invece, credo sia stata la nostra miglior versione difensiva. Il raccolto di questi due quarti, così lontani ma così positivi, è di 51 a 33 e questo è particolarmente significativo”. E’ il commento dell’allenatore della Fortitudo Moncada Agrigento, Franco Ciani, al termine della partita vinta dai biancazzurri contro la Basket Recanati con il punteggio di 65 a 56.

“Quello che stride – ha continuato il coach – è ancora una volta il terzo quarto: abbiamo provato anche a cambiare tipo di riunione nella pausa lunga, ma non è servito. La soluzione non l’abbiamo ancora trovata, ma contiamo di farlo. Piero Coen (allenatore di Recanati, ndr) – ha continuato Franco Ciani rispondendo alle domande dei giornalisti in sala stampa – è abbastanza famoso proprio per la caratteristica di ‘mischiare le carte’: ha fatto zona, zona pressing, zona mista. Siamo partiti dalla prima azione con 4 giocatori ‘a zona’ e 1 ‘a uomo’. il fatto di esserci preparati molto su queste soluzioni ci ha consentito di fare il primo quarto che poi si è visto. Chiaramente il bello di queste difese particolari è quando si mandano in confusione gli avversarsi. Quando però gli stessi dimostrano di essere preparati, rischia di diventare un’arma controproducente”.














