Dopo la squalifica a un anno dell’allenatore della squadra allievi dell’Akragas, Elio Caltagirone, reo di avere colpito un dirigente dell’Agrigento (Casesa) e il tecnico Catalano, la società Akragas Città dei Templi ha preso posizione, preannuncia ricorso verso la squalifica. Ma non solo. Il club di via Petrarca intende ristabilire la verità di quanto realmente accaduto.
«Esprimiamo profondo rammarico per quanto accaduto durante la gara – si legge in una nota stampa -, ma egual rammarico intendiamo esternare nell’avere appreso che il referto arbitrale si esprime nel senso di attribuire la responsabilità nella causazione dei fatti esclusivamente alla nostra compagine ed ai nostri dirigenti. Invero, la ricostruzione degli accadimenti appare incompleta e in parte non rispondente alla realtà, in quanto il nostro allenatore Elio Caltagirone, diversamente da quanto emerge dal referto, non ha mai colpito con schiaffi o altro l’allenatore avversario Catalano. Al riguardo, questa società confida nella riconosciuta onestà intellettuale e lealtà sportiva di Peppe Catalano che, per amore di verità, siamo certi, non avrà remore a confermare quanto sopra detto».
Pronta la controreplica di Beppe Catalano:
«Non è vero che mi ha colpito – dice -, però è anche vero che ha tentato di colpirmi e mi ha offeso più di una volta. Evidentemente l’arbitro sarà incappato nell’errore per la confusione che si era venuta a creare. Ma per amore di verità, devo altrettanto dire che per quanto si è verificato, i miei dirigenti, al momento in cui mi sono allontanato dal rettangolo di gioco, non hanno fatto nulla contro la loro dirigenza».
Tratto dal Quotidiano “La Sicilia” del 16 marzo 2013