La nostalgia di ritrovarsi dopo quasi cinquantanni, ha spinto i ragazzi della Juve Santa degli anni settanta, a ritrovarsi sul mezzo più diffuso per eccellenza: Watsapp.

Non a caso il Gruppo prende la denominazione “Quelli della Juvesanta”, che ha come fine, non solo di ritrovarsi e dialogare ricordando i tempi passati e scambiare foto dell’epoca, ma di rievocare degnamente l’ideatore e  fondatore Pietro Baldacchino.

Quest’ultimo ebbe un’innata passione, un talent scouting che precorse i tempi, e riuscì a lanciare parecchi giovani nostrani nel mondo del calcio dilettantistico e professionistico.

L’idea è nata grazie a Totò Barone, ex attaccante del Canicattì, e Giulio Alongi promettente guardiapali di allora.

Il Gruppo ha un’idea comune: Intitolare una struttura sportiva a Pietro Baldacchino, che ricordiamo, vinse con il torneo “Acqua Vera” uno stadio che non fu mai realizzato per mancanza di un’area.

Diventò un vero cruccio per l’appassionato Baldacchino, che cercò in ogni modo di sensibilizzare l’allora Amministrazione Comunale senza tuttavia realizzare questo sogno.


Ed a dargli questa straordinaria soddisfazione furono proprio i suoi ragazzi “quelli della Juvesanta”.
Ricordiamo questi giovani di allora: Totò Messina, Enrico Barraco, Enzo Cardella, Piero Mazzarella, Franco Barragato, Peppe Vinti, Alfonso Russo, Sandro Parisi, Eduardo Salemi, Gigi Erriu, Peppe Pogliari, Paolo Paradisi, Carmelo Celauro, Giovanni Lo Brutto, Alfonso Di Francesco, Pietro Salemi, Alfonso Gallina, Carmelo Callari, Pippo Contino, Piero Montalbano, Lillo Vinti, Dino Matrona, Carlo Palamenghi, Raffaele Campione, Carmelo Caramanno, Totò Fregapane, Totò Patti, Gregorio Posante.
Molti di questi militarono in Prima Categoria  con l’Agrigentina.