Pronta replica del presidente Giovanni Castronovo al fermo deciso dal Giudice Sportivo, in merito al dopopartita Akragas – Oratorio Marineo, per un “diverbio” avuto con l’arbitro della gara Sig. Lipari di Trapani.
Stando alla decisione punitiva, Castronovo dovrebbe rimanere fermo sino al prossimo 30 aprile, cioè sino a fine stagione.
Roportiamo testualmente quanto dichiarato dallo stesso presidente biancazzurro, che spiega ciò che è accaduto dentro gli spogliatoi.
“Non iscritto in distinta, assumeva contegno aggressivo e gravemente irriguardoso nei confronti dell’arbitro e per avere reiterato il contegno irriguardoso anche a fine gara”. Pronta la replica del patron biancazzurro, che prende carta e penna, e risponde testualmente.“Forse se avessi commesso un omicidio –inizia il presidente Giovanni Castronovo – avrei avuta una squalifica più lieve.
Alla fine del primo tempo mi sono lamentato con il Sig. Lipari per la sua pessima direzione di gara, per il suo protagonismo, a senso unico (cosa già sperimentata in occasione della gara della scorsa stagione dei play off Don Carlo Misilmeri – Olimpica Akragas, nonché per la concessione dell’inesistente rigore al Marineo. E nel far ciò – continua Castronovo – ho fatto presente che per mantenere questa squadra, faccio enormi sacrifici economici e logistici, ragion per cui questi sforzi non possono certamente essere vanificati dal suo inadeguato modo di arbitrare.
Il Sig. Lipari , con fare provocatorio, non rispondeva ma rideva in faccia in modo sarcastico.

Al chè l’ho invitato ad un comportamento più consono, anche per un rispetto che avrebbe dovuto avere in ragione della differenza di età tra di noi.
A fine gara, con grande stupore di tutti i presenti, ivi comprese le forze dell’ordine, il Sig. Lipari, probabilmente infastidito ( si spera) per il pessimo voto attribuitogli dal Commissario presente), irrompeva all’interno della nostra segreteria e riconsegnava a Maurizio Capraro il tempio della Concordia, regalato all’intera terna arbitrale, così come siamo soliti fare ogni domenica.
A quel punto – si appresta a concludere il presidente biancazzurro – ho ritenuto doveroso apostrofare, come maleducato il direttore di gara. Visto che il suo inqualificabile comportamento, aveva mancato, non solo alla società Akragas ma anche all’intera città di Agrigento.
Questa è la reale ricostruzione dei fatti accaduti domenica scorsa. Ed al fine di ripristinare la verità dei fatti, – conclude l’avv. Castronovo – così come verificatesi, stiamo predisponendo il doveroso ricorso, rappresentando agli organi preposti quello che è stato il contegno dell’arbitro designato, il quale vestitosi di autorità, ha ritenuto di fare tutto ciò che riteneva, forte della fede previlegiata di cui, purtroppo, gode il suo referto in seno alla giustizia sportiva”.














