Professione portiere. Sulle orme del nonno …

Non è mai semplice ripercorrere le gesta di un padre o addirittura di un nonno, sopratutto quando questi è stato idolatrato come un “grande”, ma questo non vieta a nessuno quanto meno di provarci, del resto di esempi positivi nel nostro calcio ne abbiamo, basti pensare ai Maldini, ai Chiesa, passando per i Sorrentino o i Marchegiani.

Anche Agrigento potrebbe iscrivere qualche suo figlio in questa speciale classifica. Si tratta di un giovanissimo, classe 2003, studente di ragioneria, ruolo portiere, nipote di un ex grandissimo portiere degli anni ’70 e ’80, che ha deciso di intraprendere lo stesso percorso che fu del nonno materno, con la speranza, magari, anche di raggiungere gli stessi traguardi.

Parliamo di Alfonso D’Andrea, che “studia” per prepararsi a raccogliere un’eredità pesante, quella del nonno, il grande Angelo Bellavia (nella foto), indimenticato portierone sopratutto di Palermo (serie A e B) e Akragas, passato a miglior vita tragicamente nel 1991, a soli 41 anni, lasciando un vuoto non solo in famiglia ma anche nei tanti sportivi che lo adoravano.

La sfida è forse titanica, ma Alfonso D’Andrea, ha dalla sua un fisico imponente, 196 cm, e la consapevolezza di dover crescere, sa che la strada è lunga e faticosa per riuscire in un impresa che oggi potrebbe sembrare quasi impossibile. Del resto eguagliare il nonno che fu tra i migliori portieri d’Italia, non è certo un affare semplice. Ma lui è caparbio ed ha voglia di imparare, di crescere, di giocare per migliorarsi. Il ruolo del portiere, forse più di altri, ha bisogno di dedizione, sacrificio e continuo studio delle tecniche.

D’Andrea ha giocato la sua prima stagione lo scorso anno a San Cataldo, nelle giovanili della Sancataldese, dove ha potuto contare sugli insegnamenti di un maestro d’eccezione, un altro agrigentino, quel Giovanni Costantino che oggi prepara i portieri dell’Akragas.

Quest’anno, invece, ha iniziato la stagione nelle giovanili del Licata, società che milita in serie D, salvo poi trasferirsi, nella sessione invernale, a Canicattì, società che milita in Eccellenza nello stesso girone dell’Akragas. Qui difenderà i pali della Juniores, per continuare il proprio percorso di crescita, sperando di riuscire un giorno ad entrare in quella speciale classifica insieme al nonno volante.