Catania – Akragas 2-0. In 10 per 1 ora di gioco alla fine cede i 3 punti ingiustamente

In 10 contro 11, per 1 ora di gioco (a causa di un espulsione ancora tutta da decifrare di Parigi), alla fine sono troppi per resistere agli etnei che segnano due reti con l’ex Di Grazia e Curiale, e conquistano di fatto 3 punti non senza faticare.

E’ una buona Akragas quella che scende al Massimino di Catania contro i rossazzurri nel posticipo della 16ª giornata del campionato di Serie C.

Dopo 2 minuti è subito Lorenzo Longo a mettere in chiaro che i giganti non sono venuti a fare una gita fuori porta, nonostante i notissimi problemi societari. Il suo tiro al volo su assist di Salvemini è alto. Al 10° un episodio che farà discutere e non poco, anche per delineare la condotta e l’uniformità di giudizio del direttore di gara, Fabio Natilla di Molfetta. Salvemini parte in contropiede ma appena a ridosso della linea centrale del campo viene platealmente steso da Aya, fallo tattico, calcio di punizione, ma nessun provvedimento, nessun cartellino. Grave decisione a nostro parere (anche perchè al 67° sarà ammonito per un altro fallo sempre su Salvemini che gli sarebbe costata l’espulsione), tanto più se paragonato all’episodio avvenuto appena 20 minuti dopo, dove, senza aver bene compreso che cosa abbia visto, per molto meno, anzi crediamo (avendo rivisto decine di volte le immagini) per il niente assoluto, decide per un incredibile espulsione ai danni di Giacomo Parigi, che fino a quel momento era stato uno dei migliori in campo in una squadra, l’Akragas, che stava ben orchestrando in mezzo al campo e che al 13° aveva anche colpito un palo con l’albanese Gjuci. 

In questo stesso istante finiscono i sogni di gloria dei biancazzurri e di tutta una tifoseria che non ne può più di essere umiliata e mortificata dall’intero sistema, in primis da un regolamento assurdo che esilia una squadra dalla propria città, dalla propria casa, per giocare a oltre 200 km di distanza sempre in orari diurni con la luce solare, le proprie gare interne, in secondo luogo puntualmente penalizzata da decisioni arbitrali alquanto discutibili sopratutto quando si ha la possibilità di poter osservare nella stessa gara la valutazione di episodi simili con due pesi e due misure differenti.

Comunque, per la cronaca, il match si decide nella seconda frazione di gioco, quando, prima Di Grazia al 59° raccoglie un cross basso di Russotto dalla destra, stoppa dopo un doppio controllo in area piccola ed insacca alle spalle di Vono, poi 3 minuti dopo con Curiale che fissa il punteggio sul 2-0, che sarà anche il risultato finale. Non si registrano altri pericoli per Vono e la retroguardia dell’Akragas escluse le due marcature, a dimostrazione di quanto sia stata accorta stavolta la gara degli agrigentini puniti più dalle decisioni dell’arbitro che dalla forza degli avversari.

Adesso, vedremo se assisteremo ad un’altra settimana di balletti e avanspettacolo in attesa di scoprire se ci saranno altri candidati alla presidenza dell’Akragas dopo gli show sui media di Nuccilli prima e sui social di Nava poi. A questa squadra serve tanta serenità e certezze sul futuro, altrimenti, la stagione potrebbe finire prima del previsto per i colori del Gigante.

CATANIA (4-3-3). Pisseri; Semenzato (86° Esposito), Aya (86° Tedeschi), Bogdan, Marchese; Biagianti (57° Mazzarani), Lodi, Caccetta; Russotto, Curiale (86° Ripa), Di Grazia (77° Bucolo). All. Lucarelli

AKRAGAS (4-4-2). Vono; Mileto, Danese, Russo, Sepe; Longo (87° Rotulo), Bramati (72° Saitta), Vicente (90° Vicente), Gjuci (72° Franchi); Parigi, Salvemini (87à Moreo). All. Criaco

Terna arbitrale. Natilla di Molfetta, assistito da Mittica e Gregoro di Bari

Reti. 59° Di Grazia (C); 62° Curiale (C).

Espulso. 30° Parigi (A).

Ammoniti. 67° Aya (C); 73° Di Grazia (C); 94° Danese (A).

Recupero. 2 e 5 minuti