TRA I SOGNI E I SILENZI DI GIOVANNINO LICATA, NON E’ SOLO UNA STORIA DI RUGBY.
La convocazione nella Nazionale Maggiore di Rugby da parte del Commissario Tecnico Conor O’Shea, dell’agrigentino Giovanni Licata, ha scatenato l’entusiasmo dell’intero movimento rugbystico siciliano che non ha smesso di commentare ed esprimere con migliaia di “Like” questa storica notizia. Tra questi non poteva non esternare le proprie emozioni, con un appassionante editoriale uscito su Rugbylja, uno dei maggiori esponenti del rugby isolano, Pancrazio Auteri, che vi proponiamo a seguire, insieme ai primi commenti usciti subito dopo l’immediata notizia dell’avvenuta convocazione del Flanker di Favara.

“Ci sono storie nostre, storie siciliane che per comprenderle, e farle tue, devi riuscire ad ascoltarle con il silenzio che appartiene al nostro destino (Link articolo).
Sono storie fatte d’atmosfera e sole accecante, nella polvere dei campi di rugby rubati al calcio e alle tistette: quei grandi mattoni gialli con cui sono arrunzate tante case non finite dalle parti di #Favara e #Agrigento.
Da qui è lontana l’Italia col culo pieno; dove a rugby giochi sui campi d’erba, e se non hai il caschetto tuo padre sceglie un altro sport, e se parli poco e hai modi spicci e pelle robusta, sei ancora un terrone.
Qui tanta Sicilia e tanto rugby non hanno intonaco e le case dove cresci, nella provincia di #Camilleri, spesso hanno il sapore amaro di quel qualcosa che ti manca per essere belle come son belle dentro.
Come le opportunità della vita.
Così devi andare a cercartele fuori, lontano, magari entrando in Polizia (Giovanni Licata ha firmato per le Fiamme Oro, gruppo sportivo della Polizia di Stato, n.d.r.) per beccarti il tuo stipendio, oppure studiare o giocare e scommettere qualcosa che non è la vita ma ci va vicino.
Devi essere forte e non fare vedere che a volte sai anche piangere. Non puoi smarrirti dietro le apparenze e i sogni, come nel pieno di un giorno di luce bastarda, quando ti viene voglia di sbatterti la testa che brucia, perso di sete senza acqua razionata; nel silenzio di una piazza con tanti pensieri e priorità e silenzi carichi di attesa. Quella stessa attesa sospesa che senti intorno sempre, mentre qualcuno ti spia senza che tu riesca ad accorgertene, da dietro le tende.
Tutti in #Sicilia attendono che tu scelga chi essere, per adularti e saltare sul carro, se riesci. Per fotterti se ti va male.
E dire che eri un illuso.
I sogni, gli amori e i nemici ti osservano sempre qui, ma non ti dicono nulla e tu la forza devi trovarla dentro di te per capire cosa è meglio fare e dove andare.
Per questo sembri taciturno spesso.
Vuoi startene in disparte tra compagni.
Ma sei solo, questa è tutta la tua forza.
Proteggi i tuoi sogni e li tieni in te, come una casa non finita ancora fuori, come i momenti che solo i tuoi amici conoscono.
Così forse la storia di #GiovanninoLicata, che oggi è diventato parte di quella Nazionale di #Rugby che da molto è stata nei suoi sogni e nella sua vita fra la polvere del primo Club: il Miraglia#Agrigento!
C’è Giuseppe (Peppe Zambuto, Miraglia Rugby Agrigento, ndr) che lo scopre tra i ragazzini forti di sangue arabo e normanno e poi Dani (Danilo Italia, Miraglia Rugby Agrigento, ndr) tra i placcaggi, e gli altri attorno a lui a sentirlo campione, come Gerlando (Gerlando D’Aleo, nostro collaboratore, ndr) il cronista locale, che lotta per farlo conoscere a chi attorno a lui non sa nemmeno che esista il rugby.
Gerlando riesce a convincere tutti, a mettere in onda una pagina sul rugby in prima serata per raccontarla a tutti questa storia, a tutti, perchè si avanza insieme, tutti per Giovannino, perchè sarà uno che andrà in meta per tutti.
Miraglia, Cus Catania, Accademia, #Fiamme Oro e poi #Zebre: Giovannino ora vola, tra i suoi sogni e i suoi silenzi da ragazzo Siciliano di quella lontana Agrigento che i Greci chiamavano: ” la città più bella del mondo”.
“Tra siciliani, un vero amico non deve chiedere all’altro una qualche cosa, perché non c’è bisogno, in quanto sarà preceduto dall’offerta dell’amico, che ha intuito la domanda che sarebbe arrivata. (Camilleri, I racconti di Nené)“ #italrugby
PANCRAZIO AUTERI per Rugbylja
Foto copertina Stefano Delfrate
L’Articolo di Pancrazio Auteri su Rugbylja
















