Rugby. La favola diventa realtà. Finalmente un agrigentino nella Nazionale Maggiore di Rugby

La favola diventa realtà! Stavolta è vero, anzi, stavolta è quella vera, quella dei grandi, dei grandissimi, quella che indossa la grande Maglia Azzurra, quella che fu, degli ultimi siciliani Andrea Lo Cicero (dal 2000 al 2013) ed Orazio Arancio (attuale Presidente della Federazione in Sicilia, in nazionale dal 1993 al 1999), ma anche dei grandissimi della storia recente, da Castrogiovanni a Troncon, da Parisse (di cui pare essere stato designato come erede putativo), ai fratelli Bergamasco, da Dominquez a Fabio Ongaro e tantissimi altri che hanno legato i loro nomi alla storia della Nazionale Maggiore di Rugby del nostro paese.

Stavolta la chiamata è arrivata per lui, per un siciliano, un agrigentino, il primo della storia di questo sport nobile, il primo che vestì recentemente la maglia degli azzurrini ai Mondiali Under 20 lo scorso anno. Ancora una volta, e ve lo dico con grandissima emozione, per averlo visto muovere i primi passi sul campetto del Villaggio Peruzzo, il nostro Giovanni Licata favarese, cresciuto nella Miraglia Agrigento, può sognare e fa sognare un’intera provincia, un’intera regione, perchè finalmente, pur essendo ancora giovanissimo, riceve la Prima Storica Convocazione in Nazionale Maggiore. Dalle colonne doriche dei templi agrigentini a colonna della nazionale.

Si, proprio lui, che nel breve giro di 5 anni passa dai campetti polverosi siciliani al Top del Rugby Mondiale. Prima l’Accademia regionale e l’Under 18 con la maglia del Cus Catania, poi l’Accademia di Parma, dove può finalmente accarezzare la maglia azzurra, e contemporaneamente cominciare a prendere confidenza con la Serie A. Poi, la convocazione per il suo primo Mondiale di categoria in Gran Bretagna.

Un emozione dopo l’altra, con la prima meta dopo una straordinaria prestazione quel 16 giugno contro la Scozia, che commenta manco fosse un veterano con la frase:”Sono contento per la meta ma lo sarei stato di più se avessimo vinto”. E’ un crescendo in quel mondiale, perchè dopo una panchina nel secondo match, normale turn-over, Troncon capisce che di Giovannino non si può fare a meno, e lui premia questa scelta. Doppia meta di grande forza, pura forza, contro i malcapitati nipponici che tentano invano ora in due ora in tre di fermarlo prima che schiacci l’ovale nella loro area di meta.

Qui, secondo me, inizia l’ascesa di questo ragazzone, che parla poco ma che sta crescendo a vista d’occhio. Anche in Sudafrica, piuttosto che nelle varie tournee lascia intravedere grandi margini di miglioramento. In molti lo cercano. Le Zebre già nella passata stagione cominciano a fargli la corte e lui non tradisce questa richiesta anche se gli impegni con l’Accademia e la Nazionale Under 20 non mancano.

Questa estate il grande salto. Diverse proposte, anche da grandissimi club di Eccellenza, con le Zebre sempre alla finestra. Alla fine la scelta è caduta sulle Fiamme Oro, Gruppo Sportivo della Polizia di Stato (con uno sguardo anche al post agonismo, che non fa male), che non ha avuto alcun problema a mandarlo in prestito alle Zebre per disputare il prestigioso torneo Pro-14.

Anche qui, pochi giorni fa ha fatto quello che sa fare meglio. Sono certo che il video saprà essere più esaustivo di qualsiasi mia parola.