tarcisio-cataneseIn arrivo un difensore e un centrocampista delle giovanili del Palermo e un attaccante di «razza»

A quarantotto ore dal suo esordio sulla panchina del Licata, Tarcisio Catanese (nella FOTO) fa un’analisi di tre giorni in riva al Salso per una missione che può sembrare impossibile: salvare il Licata, fanalino di coda del torneo di serie D.

Mister Catanese, guardando oggi la classifica, l’operazione salvezza può sembrare un’impresa titanica.
«Mi rendo conto che chi guarda dall’esterno ci prende per pazzi, ma io in tre giorni ho visto segnali che mi fanno essere ottimista, il calore della gente, la forza e la volontà di questo gruppo, logicamente tutti sappiamo che senza almeno cinque nuovi innesti non abbiamo nessuna possibilità di salvezza».
– Cosa può dirci su questo gruppo che ha a disposizione e sui movimenti che assieme al Ds Cammarata state compiendo.
«Conoscevo praticamente tutti i giocatori, a parte i giovanissimi provenienti dalla scuola calcio Boys Licata e La Cognata, so quanto valgono e tutti abbiamo visto come hanno giocato domenica contro una squadra già rodata e che è tra le rivelazioni del torneo. Domani (oggi per chi legge), arriveranno due giovani dal Palermo, si tratta di un centrocampista centrale e di un terzino destro che era con me ai tempi degli allievi del Palermo. Attendo inoltre di avere a disposizione i vari Trofo e Montefusco, non li conosco ma me ne hanno parlato bene, mentre siamo alla ricerca di un attaccante di razza, anche se non è facile oggi trovare qualcuno pronto a giocare e che ti possa assicurare un bottino goal in doppia cifra».
– È a Licata praticamente da quattro giorni, cosa l’ha colpito di più?
«Il calore della gente, la passione che hanno, dopo tutto quello che hanno dovuto subire in questa stagione sono ancora qui a sostenerci, hanno visto nel presidente Deni uno spiraglio e hanno deciso di sostenere il progetto, non siamo mai stati soli, né agli allenamenti, né domenica quando il loro tifo e i loro applausi al termine della gara sono stati commoventi. Fosse per me regalerei la salvezza a questi tifosi immediatamente».
– Torniamo per un attimo alla gara di domenica, rimane tanta amarezza per una vittoria sfumata alla fine.
«È ovvio che l’amarezza ci sia, ma a freddo posso dirle che abbiamo fatto un miracolo affrontando una squadra rodata come l’Orlandina alla pari, ci conoscevamo da tre giorni e avevo solo quattro giovanissimi in panchina. Nell’ultima mezz’ora eravamo in apnea e il goal sarebbe potuto arrivare. Oggi le dico che quello di domenica è stato un ottimo punto dal quale ripartire».
– Domenica affronterete l’Hinterreggio, altro avversario scorbutico.
«Non possiamo permetterci il lusso di valutare la forza dell’avversario, abbiamo sedici finali da giocare e abbiamo l’obbligo di giocare per vincere, sempre. Abbiamo una settimana di tempo e di lavoro, il resto lo dirà il campo. Se siamo qua è per compiere un vero e proprio miracolo sportivo, tireremo le somme a fine campionato».

Giuseppe Patti