
Il Ribera perde l’imbattibilità, dopo ben otto risultati utili consecutivi, ma non meritava il trattamento ricevuto dalla società padrona di casa del Paternò. A denunciare la poca ospitalità è il presidente riberese Ezio Ruvolo: «Abbiamo assistito ad una partita che sapeva di rissa e non di sport – afferma il patron Ruvolo – calcioni in campo, perdita di tempo con tanti palloni sul terreno di gioco, un arbitro in bambola, un trattamento ospitale da Terza categoria e anche minacce verbali verso giocatori e dirigenti».
Così fotografa la partita che il Ribera ha perso di misura a Paterno con il Comprensorio Normanno il presidente Ruvolo che ricorda che la sua squadra non meritava di perdere e che ai calciatori ospiti a Ribera vengono donate amichevolmente e per cortesia perfino le arance, nel buon rapporto tra le società e in nome dello sport.
Chi parla direttamente della partita è il direttore sportivo Giovanni Martello il quale conferma che il Ribera ha giocato una discreta partita, dominando anche per tratti del primo tempo ed effettuando un vibrante forcing finale che alla fine non ha portato al pareggio.
«Prima o poi doveva capitare la sconfitta – afferma Martello – non facciamo un dramma. Ci lamentiamo invece delle modalità della sconfitta e dell’andamento della partita che si è trasformata in una rissa, in continua intimidazione, con un arbitro spesso indeciso. Scandalosa è stata infatti l’espulsione di Casisa, il nostro migliore uomo, la cui assenza ci ha penalizzati. Senza alcun tiro nello specchio della porta i catanesi sono passati in vantaggio su calcio di punizione. Poi all’inizio del secondo tempo un nostro errore ha spianata la vittoria dei padroni di casa».
Il Ribera ha riaperto la partita con un goal del solito Palazzo, che sta diventando il capocantiere della squadra, ma il forcing finale purtroppo non ha portato al pareggio, nonostante qualche buona occasione costruita con il centrocampista Casisa in meno.














