Continuano a stentare le due formazioni della montagna Kamarat e Gemini che dopo nove giornate di campionato navigano in acque per niente tranquille.
Se la sconfitta del Kamarat sul campo della Pro Favara poteva essere messa in conto, cosa diversa è per l’inaspettato pareggio interno del Gemini contro il fanalino di coda Monreale.
Per la formazione di Peppe Balsamo, quella contro la giovane formazione palermitana, è stata una partita stregata con tante recriminazioni per via di un paio di reti annullate.
Con tutte le attenuanti del caso, però, contro una squadra che in classifica era a zero punti il pareggio sul proprio campo, se non è un suicidio poco ci manca.
Domenica la prova del nove a Canicattì contro la penultima in classifica, il Serradifalco. Una occasione propizia per rifarsi e recuperare quanto perduto domenica scorsa.
Se a San Giovanni Gemini si piange, non si può dire che a Cammarata si possono fare salti di gioia.
Il buon Renato Maggio, tra mille difficoltà, sta cercando di tirare avanti la carretta, e si… perché di questo si può parlare.
Il Kamarat dal punto di vista societario è veramente alla frutta. Eloquente lo sfogo del bravo tecnico cammaratese, che con immensi sacrifici sta cercando di tenere a galla una ambiente calcistico, che da qualche anno ha perduto gli stimoli.
Da qualche stagione, infatti, allo stadio sono diminuite notevolmente le presenze e pertanto alla società sta mancando quell’ossigeno necessario per ottemperare agli impegni presi. Insomma una crisi di risultati, dopo una ottima partenza, che a Cammarata, può giustificarsi dalla mancanza di serenità.