Non accenna a placarsi la scia di polemiche che ha seguito le decisioni sui ripescaggi in Lega Pro. Parole amare sono giunte dalle bocche di vari rappresentanti dei club esclusi.

Alla fine, parteciperanno alla terza serie la Torres Sassari, il Martina Franca e l’Aversa Normanna, quest’ultima al secondo ripescaggio in due anni. A pesare su Akragas, Correggese, Delta Porto Tolle, Arzanese e Poggibonsi sono state le inadeguatezze infrastrutturali dei rispettivi impianti sportivi e l’irremovibilità del presidente della Lega Pro Mario Macalli a non concedere deroghe in merito.

L’Akragas sembra ormai rassegnata a giocarsi la Serie D anche la prossima stagione. Indubbiamente, vi saranno difficoltà iniziali, dovute all’attesa nel ripescaggio – rivelatasi vana – che si è protratta fino a inizio agosto. Il primo impegno è tra pochi giorni – precisamente il 10 agosto – in Coppa Italia contro il Catanzaro, la squadra deve trovare un allenatore e molti giocatori già bloccati potrebbero non accettare il massimo campionato dilettantistico.

Duro attacco arrivato oggi dalla società Arzanese. In un comunicato stampa, il club campano ha voluto esternare tutta la sua perplessità sui criteri utilizzati nei ripescaggi dal Consiglio Federale: “L’assoluta mancanza di trasparenza – si legge – criteri per i ripescaggi decisi a campionato in corso e a sole due settimane dal termine dei playout, parametri poco chiari e dal significato equivoco hanno caratterizzato questa estate nera per il calcio italiano. Non è servito a nulla dimostrare ancora una volta estrema serietà e adeguare uno stadio, quello di Frattamaggiore, distante soltanto 3 km da Arzano. Sono state favorite realtà che negli ultimi anni hanno dimostrato incompetenza o poca solidità economica. A uscire sconfitte non sono Arzanese, Akragas, Correggese, Delta Porto Tolle e Poggibonsi: a uscire sconfitto è l’intero calcio italiano”.

Correggese e Poggibonsi non vogliono gettare la spugna. I vincitori dei playoff di Serie D hanno deciso già ieri di presentare ricorso. Tale annuncio è arrivato oggi anche dai toscani, in un comunicato congiunto di società e Amministrazione comunale: “L’US Poggibonsi srl – si legge sul sito ufficiale dei giallorossi – ha dato mandato all’avvocato di presentare ricorso nelle sedi competenti. La motivazione addotta dal Consiglio Federale è che lo stadio Lotti non soddisfa tutti i requisiti infrastrutturali ed in particolare le previsioni legate all’impianto di videosorveglianza. L’Amministrazione e US Poggibonsi precisano di essersi adoperati congiuntamente per rispettare tutti gli adempimenti richiesti dall’avvocato Capograssi, segretario generale della Lega Pro, a seguito dell’incontro del 3 luglio presso la sede della Lega Pro a Firenze. Adempimenti integralmente rispettati, compresi quelli relativi alla videosorveglianza che sono stati condivisi con la Questura e che hanno portato all’impegno formale (corredato di progettazione) da parte dell’Amministrazione a realizzare l’impianto di videosorveglianza fissa entro e non oltre la data prevista per l’inizio dei campionati. Sembrerebbe emersa, invece, la necessità di un impegno a realizzare l’impianto mobile come condizione all’ammissibilità del ripescaggio”.

Insomma, un quadro generale non chiaro e che ha generato malcontenti e proteste. Da vedere come evolverà la situazione e se ci saranno ulteriori sviluppi.