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Il Campofranco ci prova ma a spuntarla è la capolista.

7 febbraio 2012 | letto 93 volte | Scritto da |

La dea Fortuna per i romani, o Tiche nella mitologia greca, è risaputo fosse nota per il suo carattere intraprendente che si traduceva nella buona riuscita delle imprese. Vi è anche un altro aspetto caratterizzante di Fortuna ovvero l’essere una dea bendata, che non vede chi fa felice. Figura controversa in alcuni aspetti: se all’Alfonso Virciglio avesse sbirciato dalla benda, sarebbe comunque caduta in contraddizione in quanto non più cieca nel graziare, ma avrebbe di sicuro sostenuto i giallorossi campofranchesi se, come si è detto, premia le imprese. Partita incredibile in cui succede di tutto, episodi che cambiano radicalmente e costantemente l’evoluzione dell’incontro, vissuto in ogni sua parte col fiato sospeso. Proviamo a raccontarla. Primi minuti di gioco caratterizzati dalla personalità degli ospiti, assolutamente favoriti dai pronostici, che provano, nonostante il compatto centrocampo avversario, ad impossessarsi delle redini del gioco, avvicinandosi alla porta difesa dal Campofranco soltanto tramite gli sviluppi di calci piazzati, vanificati senza troppe difficoltà dai padroni di casa. A creare serie difficoltà ai giallorossi ci ha pensato il direttore di gara, sventolando, nel giro di pochi minuti, due gialli decisamente affrettati, a Mazzara V., costringendo il Campofranco, per la seconda partita consecutiva, agli straordinari per tutta la durata dell’incontro contro la prima in classifica. Incontro che inevitabilmente muta: ci si aspetta una rapida capitalizzazione degli ospiti, così da centellinare le forze e magari dare spazio a qualche giovane; non è affatto così, i giallorossi traducono la difficoltà in grinta, spirito di sacrificio, alzando il baricentro e costringendo gli ospiti, disorientati, ad arroccarsi nella propria metà campo, spingendosi in avanti esclusivamente con i rilanci del portiere per tutti i ’45 minuti. Ad inizio ripresa i deliani cercano di sfruttare immediatamente la fase di stallo per evitare di farsi prendere di nuovo le misure dagli avversari, sprecando sotto porta alcune occasioni, sempre da calci piazzati. Nel miglior momento degli ospiti arriva la beffa, con i padroni di casa che si portano in vantaggio: Piparo recupera palla a centrocampo e lancia su Pullara che sorprende il portiere in uscita con un pallonetto. I sostenitori campofranchesi sono in delirio, così come gli addetti ai lavori: l’ultima in classifica, sta sottomettendo la capolista in dieci uomini. Vi è anche l’opportunità di raddoppiare con Morreale che, a tu per tu col portiere tenta di superarlo nuovamente con un pallonetto, ma questa volta Sammartino si supera neutralizzando l’occasione con una fluida parata il tentativo; ancora Morreale prova a mettere la sua firma sul tabellino dell’incontro con un tiro al volo dalla sinistra che sfiora il palo più lontano. Il Real Petilia accusa il colpo: è incapace di attuare una controffensiva decisa anche a causa dell’efficientissimo filtro a centrocampo dei padroni di casa, della tempestività dei difensori a stroncare qualsiasi occasione scomoda e, nell’ultimo quarto d’ora di gioco, a causa dell’espulsione per doppia ammonizione del centrocampista che riporta la parità numerica in campo. Ormai i giallorossi cominciano a pregustare la vittoria: i minuti nel cronometro del direttore di gara scorrono lentamente, la fatica comincia a farsi sentire, l’aver giocato praticamente tutta la partita in dieci uomini fa sì che la parità numerica non si percepisca. Gli avversari non sanno più come provarci, ogni tentativo di raddrizzare la gara viene vanificato, ma ecco che si chiama in causa la dea Fortuna alla quale occorrono solo tre minuti per sconvolgere praticamente l’evoluzione dell’incontro: all’’88 minuto un tiro velleitario di Strazzeri rimbalza davanti il portiere in tuffo e finisce clamorosamente in rete; al ’91 nel tentativo di Scannella di allontanare di testa colpisce male e il pallone descrive una altrettanto clamorosa traiettoria che scavalca l’estremo difensore giallorosso. Il Campofranco non ha neanche il tempo di realizzare quanto accaduto che il direttore di gara decreta la fine dell’incontro: triplice fischio che pesa come un macigno sui giallorossi non ripagati dell’impegno profuso ma anzi beffati dalla sorte che ha deciso di essere assoluta protagonista in questa piovosa Domenica di Gennaio all’Alfonso Virciglio.




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