Giallo a Licata per un episodio che ha costretto l’arbitro ad interrompere la gara alla fine del primo tempo.
La compagine trapanese, infatti, non si è presentata regolarmente in campo per disputare il secondo tempo contro il Licata.
Ricordiamo che alla fine del primo tempo, il risultato era di 0 – 0.
Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa, diramato dal Città di San Vito Lo Capo, che cerca di spiegare le ragioni del diniego di continuare a giocare.
La compagine trapanese, infatti, non si è presentata regolarmente in campo per disputare il secondo tempo contro il Licata.
Ricordiamo che alla fine del primo tempo, il risultato era di 0 – 0.
Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa, diramato dal Città di San Vito Lo Capo, che cerca di spiegare le ragioni del diniego di continuare a giocare.
“La Società Città di San Vito lo Capo intende rendere nota la propria posizione in merito a quanto accaduto durante l’intervallo della gara disputata contro il Licata.
La nostra delegazione è stata inizialmente accolta in modo corretto e rispettoso, come è giusto che avvenga in ogni impianto sportivo. La partita, al momento dei fatti, dopo 45 minuti di buon calcio, era fermo sul risultato di 0-0.
Tuttavia, nel tunnel che conduce agli spogliatoi, prima dell’ingresso negli stessi, si sono verificati episodi di grave tensione che hanno portato ad una aggressione fisica e verbale ai danni di alcuni nostri tesserati.
In particolare risultano coinvolti:
• Il nostro Mister
• Un dirigente
• I calciatori: Bulades, Petrullo, Ndaye, Ramallo e Conventi
Gli episodi avvenuti hanno avuto natura non soltanto verbale, ma anche fisica, configurando una situazione che la nostra Società ritiene inaccettabile in qualsiasi contesto sportivo.
Alla luce di quanto accaduto, il nostro capitano, di concerto con il presidente Vito Battaglia e il gruppo squadra, ha deciso di non fare rientro in campo per la ripresa della gara, ritenendo che non vi fossero più le condizioni di sicurezza e serenità psicologica necessarie per proseguire l’incontro.
Respinge fermamente qualsiasi ricostruzione che attribuisca al Città di San Vito lo Capo atteggiamenti provocatori. Il gesto di riunirsi a centrocampo al termine del primo tempo rappresenta una consuetudine della nostra squadra, adottata in ogni partita e mai fonte di tensioni o episodi simili.
La storia del nostro club parla chiaro: il Città di San Vito lo Capo ha sempre improntato la propria attività ai valori del rispetto, della lealtà sportiva e della correttezza.
Al di là di ciò che potrà accadere sotto il profilo regolamentare, la nostra Società ritiene doveroso ribadire che il calcio deve essere confronto, competizione e passione, mai violenza fisica o psicologica.
Difenderemo la dignità dei nostri tesserati nelle sedi opportune, con la serenità e la fermezza che ci contraddistinguono.
Il Città di San Vito lo Capo continuerà a rappresentare i valori autentici dello sport”.
Adesso la faccenda dovrà essere chiarita a livello federale. La gara non è stata omologata














