Ha fatto scalpore nel panorama calcistico regionale e zonale in particolare, la cessione del titolo di Prima Categoria del Campofranco ad una nuova società agrigentina, l’Akragas SLP che mira senza indugi ad essere inserita nel campionato di Promozione.
Abbiamo raggiunto l’ex presidente dell’ex Campofranco Calcio, Giuseppe Schillaci.
– Presidente, lo scorso anno in 1^ Categoria con un ottimo campionato culminato con la salvezza. Poi, cosa è successo?
“Lo scorso anno con tanti sacrifici sono riuscito a tenere la categoria, ma in corso d’opera sono rimasto solo perché i dirigenti si sono dati alla latitanza dopo la sconfitta con il Don Bosco Mussomeli a gennaio. Ma non mi sono perso d’animo e ho continuato, imperterrito, anche da solo anche per orgoglio personale e per non abbandonare il calcio a Campofranco.”
“Lo scorso anno con tanti sacrifici sono riuscito a tenere la categoria, ma in corso d’opera sono rimasto solo perché i dirigenti si sono dati alla latitanza dopo la sconfitta con il Don Bosco Mussomeli a gennaio. Ma non mi sono perso d’animo e ho continuato, imperterrito, anche da solo anche per orgoglio personale e per non abbandonare il calcio a Campofranco.”
– Ma ci sono stati almeno dei tentativi per non fare andare il titolo da altra parte?
“Qualche tentativo c’è stato, incontri con alcuni sportivi e imprenditori, però mi mettevano la clausola che dovevo essere io a rimanere alla presidenza.
Come potevo sobbarcarmi un simile peso?
Considerando che non abbiamo un giocatore locale e gli unici due rimasti, Ferdinando DI Leo ed Erik Antinoro, stavano liberamente scegliendo altre strade. Considerando pure che anche l’allenatore aveva trovato altra sistemazione in Eccellenza, significa che dovevo prendere 15 0 16 giocatori non locali e anche un allenatore.
Ditemi voi: come si intraprende un campionato in queste condizioni?”
Come potevo sobbarcarmi un simile peso?
Considerando che non abbiamo un giocatore locale e gli unici due rimasti, Ferdinando DI Leo ed Erik Antinoro, stavano liberamente scegliendo altre strade. Considerando pure che anche l’allenatore aveva trovato altra sistemazione in Eccellenza, significa che dovevo prendere 15 0 16 giocatori non locali e anche un allenatore.
Ditemi voi: come si intraprende un campionato in queste condizioni?”
Ma comunque il presidente Schillaci vuole rassicurare i tifosi che il calcio a Campofranco non muore. A breve approfondimenti su quello che sarà.














