Basket A2. La Fortitudo sfiora l’impresa. Si regala una rimonta incredibile ma non basta contro l’Urania Milano

E’ stata davvero una battaglia per cuori forti la gara tra la Fortitudo Moncada Agrigento e l’Urania Milano. Entrambe vengono da 3 vittorie consecutive, segno evidente di un ottimo stato di forma. Ci si aspettava spettacolo e credo di poter dire che senza dubbio spettacolo è stato. E’ mancata solo la festa finale. Si perchè la Fortitudo ha compiuto una incredibile impresa rimontando da un primo quarto a dir poco sconvolgente riuscendo a fare esaltare un ottima squadra ospite che è arrivata ad avere un margine di ben 14 punti.

Inizio choc per Chiarastella & co., con L’Urania Milano, che nel primo quarto sembra di un altro pianeta riuscendo a tramortire i giganti con una serie di attacchi poderosi ben orchestrati da Andrea Amato che hanno avuto come vera e propria bocca di fuoco l’americano Giddy Potts che ha infilato diverse bombe da 3 punti, segnando da ogni parte del campo. Il 18-32 con cui si è concluso il primo quarto la dice lunga anche sulla fase difensiva di Agrigento, noto fiore all’occhiello del gioco agrigentino, che non ha funzionato a dovere, lasciando una libertà sotto canestro agli avversari che hanno piazzato punto su punto senza troppi patemi.

Nel secondo quarto, il +14 di Milano resiste almeno fino al 13 minuto circa, quando ai primi errori in fase conclusiva dei meneghini coincide con i primi punti pesanti di Ambrosin, Costi e Grande, che iniziano a rosicchiare un pò di svantaggio, fino quasi ad annullarlo sempre con Costi che tra liberi e tiri da 2 e con una gran bomba da 3 riporta i suoi sul -2 (41-43 al 18′ 41”). Ebeling e Cavallero a fine quarto ristabiliranno un più rassicurante +6 in loro favore.

Si va al cambio di cambio sul punteggio di 41-47, ma Moncada finalmente in partita, nonostante qualche errore di troppo, che nel terzo quarto sono meno evidenti, anche perchè è il momento in cui il Pala Moncada si esalta a più non posso e con esso il roster di Cagnardi che inizia a fiutare l’avversario e a stargli con il fiato sul collo. Al minuto 22′ 48”, Ambrosin riporta Agrigento in parità, 47-47. Inizia il punto a punto che sorride ancora a Lollo Ambrosin che piazza la bomba del sorpasso. 3 punti e primo vantaggio della gara per la Fortitudo Moncada in quel PalaMoncada divenuto una bolgia. Il terzo quarto si conclude 64-63 (il parziale è di 23-16). Il quarto e decisivo quarto va avanti in modo equilibrato. L’Urania ha dilapidato un vantaggio che alla vigilia nemmeno poteva sperare in casa della Fortitudo e cerca di non disunirsi. Giddy, già con 4 falli sin da inizio terzo quarto, viene ributtato nella mischia anche perchè nel corso del match, per problemi di salute, coach Davide Villa, ha già dovuto rinunciare al play (1,90 mt.) Andrea Amato. L’americano (1,88 mt.), non delude e torna a piazzare canestri da ogni dove, vanificando gli sforzi dei padroni di casa che a 24 secondi dal termine si fanno raggiungere, dopo aver sbagliato più volte il canestro della tranquillità, sul +4. La Fortitudo è in attacco, la palla dopo una mezza contesa finisce fuori. Per tutti, tranne che l’arbitro che ha fischiato, la palla è stata toccata per ultimo da un giocatore ospite, tra le proteste di oltre 1.000 persone e dei giganti che cercano di convincere gli arbitri dell’errore. Ma non ci sarà una revisione della decisione. Time out chiamato da Milano. Si ricomincia con Giddy che porta palla, i secondi scorrono, fino a quando l’americano prova il tiro da 3, senza alcuna opposizione da parte della difesa biancazzurra . Il tiro non va a segno, tocca il ferro, per la gioia dei tifosi di casa, che non hanno nemmeno un decimo di secondo per esultare per il pericolo scampato dal momento che da sotto canestro in mezzo ad un paio di maglie biancazzurre spunta l’altro americano, Kyndahl Hill, che indisturbato va a rimbalzo conquista il pallone e va a canestro segnando il punto del definitivo 75-77.

Moncada Energy Agrigento – Urania Milano 75-77 (18-32, 23-15, 23-16, 11-14)
Moncada Energy AgrigentoLorenzo Ambrosin 17 (4/5, 2/6), Alessandro Grande 15 (5/6, 1/5), Cosimo Costi 15 (4/5, 1/4), Kevin Marfo 10 (5/10, 0/0), Daeshon Francis 6 (2/4, 0/2), Mait Peterson 6 (3/5, 0/1), Albano Chiarastella 5 (1/2, 1/2), Matteo Negri 1 (0/0, 0/0), Nicolas Mayer 0 (0/0, 0/0), Luca Bellavia 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 12 / 20 – Rimbalzi: 30 4 + 26 (Cosimo CostiKevin Marfo 6) – Assist: 18 (Alessandro GrandeDaeshon FrancisAlbano Chiarastella 5)
Urania MilanoGiddy Potts 20 (2/2, 4/12), Kyndahl Hill 15 (6/8, 0/0), Rei Pullazi 11 (3/5, 0/0), Andrea Amato 10 (2/4, 2/5), Michele Ebeling 10 (2/3, 2/6), Matteo Montano 7 (3/9, 0/3), Giorgio Piunti 2 (1/1, 0/2), Matteo Cavallero 2 (1/1, 0/0), Simone Valsecchi 0 (0/0, 0/0), Andrea Marra 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 13 / 18 – Rimbalzi: 33 8 + 25 (Rei Pullazi 10) – Assist: 11 (Andrea Amato 6)
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